martedì 8 agosto 2017
KA TAN LA TERRA DEGLI ANTICHI DEI/ANUNNAKI: KA TAN LA TERRA DEGLI ANTICHI DEI/ANUNNAKI: LE ORI...
KA TAN LA TERRA DEGLI ANTICHI DEI/ANUNNAKI: KA TAN LA TERRA DEGLI ANTICHI DEI/ANUNNAKI: LE ORI...: KA TAN LA TERRA DEGLI ANTICHI DEI/ANUNNAKI: LE ORIGINI DELLE PRIME COMUNITA' SICILIANE! : Quello che segue è una prima bozza di uno dei ...
domenica 6 agosto 2017
21 RAZZE #ALIENE PRESENTI NEL #SISTEMA #SOLARE!
Uscire dagli schemi imposti dall'ortodossia, molto spesso ci porta su riflessioni che spaziano nell'universalità del Cosmo. E non passa molto tempo che ci rendiamo conto di quanto siamo piccoli e insignificanti, ma siamo, altresì, consapevoli di essere frutto dell'evoluzione.
Siamo creature terrestri, inseminate nell'habitat di questo pianeta e crediamo di essere gli unici custodi del sapere, perché qualcuno così ci ha indotto a credere.
Pensiamo di essere degli illuminati perché ci hanno indotto a credere a un dio superiore e, nonostante le contraddizioni e le lacune che gravitano nella sfera umana della religiosità, continuiamo a vivere nel nostro mondo fatato. Poi, però, giunge quel momento in cui una mattina ti svegli e ti rendi conto che la vita, così come ci viene imposta, è tutta un'inganno.
Spinti dalla curiosità, iniziamo a indagare, a cercare tutte quelle risposte alle miriade di domande che iniziano a balenare nelle nostri menti. Quando poi, inizi a valutare altre teorie, che non sono conformanti al pensiero ortodosso, vieni subito tacciato come se avessi perso il lume della ragione.
Già proprio così!
Eppure, grazie a queste nuove e coraggiose teorie, molti fatti ed eventi storici e religiosi, come per magia, aprono dei panorami del tutto coerenti e plausibili sia sulla nostra genesi umana, sia su chi realmente ci ha creati.
Le teorie sugli antichi astronauti o su quegli oggetti non identificati che sorvolano i nostri cieli, in questi ultimi anni, hanno avuto una escalation senza precedenti. Molti asseriscono che questi essere non terrestri provengono da altri mondi, altri affermano che sono creature iper-dimensionali, provenienti da universi paralleli e, altri ancora, dichiarano che sono la nostra progenie, evolutasi nei secoli che seguiranno e stanno tornando indietro nel passato per avvisarci a quale destino l'umanità si è votata.
A tali creature sono stati affibbiati moltissimi nomi: grigi, rettiliani, Arconti, arturiani, pleiadiani, Anunnaki, ecc. ecc., che secondo alcune fonti farebbero parte di quelle presunte 160 razze aliene che visitano il nostro pianeta. Alcune di esse avrebbero delle basi, proprio sul nostro pianeta, altre collaborerebbero con alcune agenzie governative.
Eppure qualche anno addietro mi capitò di conoscere uno dei più illuminati cosmologi italiani. Le sue conoscenze se fossero state accettate e utilizzate dai cosiddetti "accademici" oggi molte verità sarebbero state confutate e la totalità dei dogmi religiosi sarebbero caduti. Secondo questo illustre cosmologo, le razze aliene presenti nel nostro sistema solare sono 21, di cui 7 hanno basi sulla terra.
Spiegare in che modo sia giunto a tali conclusioni è difficile anche per me, tuttavia e, per chi ha voglia di cimentarsi nella ricerca, vorrei sottolineare due aspetti fondamentali che stanno alla base del costrutto letterario che sono: i numeri 21 e 7. Due numeri che nel panorama esoterico, simbolico e alchemico sono propedeuci a ogni analisi si voglia sviluppare.
Ogni riproduzione o divulgazione
totale o parziale del presente articolo
è severamente vietata
i trasgressori saranno perseguiti
a norma di legge
© Agosto 2017
Angelo Virgillito
#UFO o #STARGATE, OPPURE UN SEMPLICE #RIFLESSO #FOTOGRAFICO ?
A volte capita di sentirsi spinti verso un desiderio irrefrenabile che permea le nostre menti ed è soltanto dando libero sfogo a quel desiderio che riusciamo ad appagare i nostri sensi.
Ed è ciò che mi è successo questa sera. Era quasi mezzanotte e stavo guardando il cielo, quando ho avvertito il desiderio di scattare qualche foto. Ho resistito per circa 15 minuti, con il caldo che in questi giorni ci sta sfiancando, non avevo nessuna voglia di muovermi.
Tuttavia più guardavo il cielo stellato, più cresceva in me il desiderio di scattare qualche foto in direzione di quel particolare settore della volta celeste. Alla fine sono andato a prendere la macchina fotografica e ho fatto alcune foto. Alcune sono venute troppo scure, altre mosse ma quella che vi propongo è veramente inquietante.
SECONDO VOI COS'E' ???
Potrebbe trattarsi di un portale dimensionale, oppure di un OVNI accompagnato da una delle tante sfere luminose che ormai vengono avvistate in tutti i cieli del pianeta?
Ogni riproduzione o divulgazione
totale o parziale del presente volume
è severamente vietata
i trasgressori saranno perseguiti
a norma di legge
© Agosto 2017
Angelo Virgillito
venerdì 4 agosto 2017
KA TAN LA TERRA DEGLI ANTICHI DEI/ANUNNAKI: KA IL CONCETTO DIVINO DELLA SPIRITUALITA'
KA TAN LA TERRA DEGLI ANTICHI DEI/ANUNNAKI: KA IL CONCETTO DIVINO DELLA SPIRITUALITA': Molto spesso durante la spasmodica ricerca d'informazioni siamo costretti a spaziare su panorami che, a prima vista, sembrano distanti...
KA IL CONCETTO DIVINO DELLA SPIRITUALITA'
Molto spesso durante la spasmodica ricerca d'informazioni siamo costretti a spaziare su panorami che, a prima vista, sembrano distanti anni luce, vuoi per cultura, vuoi per tutti quegli aspetti religiosi che influenzano la sfera umana, poi, però, ci si rende conto che ogni cosa è collegata e riconducibile a un'unica realtà storica. Ciò che unisce i popoli della terra oltre alle molteplici tradizioni, sociali, religiose e industriali, è la sintamantica linguistica. E si resta stupiti quando scopriamo che le antiche comunità di nativi siciliani, che per inciso, gli studiosi considerano primitivi, hanno delle prerompenti connessioni non solo con i popoli mediorientali ma anche con le civiltà orientali che si svilupparono, a partire dal IV millennio a.C. in tutto l'Oriente conosciuto. Una delle sillabe che nel corso della nostra ricerca abbiamo trovato nell'antico linguaggio dialettale siciliana è KA. A prima vista tale sincope appare semplice, poi, però ci rendiamo conto della sua complessità sia da un punto di vista mistico sia esoterico. Ma andiamo per ordine.
Nella cultura religiosa degli antichi egizi, ad esempio, il concetto di religione non era conosciuto; quindi tutto ciò che abbiamo riportato sopra, nella terra delle piramidi e dei faraoni, non avrebbe nessun senso. Scrive Robert Bauval[1] nel suo libro La camera segreta:
Nella cultura religiosa degli antichi egizi, ad esempio, il concetto di religione non era conosciuto; quindi tutto ciò che abbiamo riportato sopra, nella terra delle piramidi e dei faraoni, non avrebbe nessun senso. Scrive Robert Bauval[1] nel suo libro La camera segreta:
[…] gli antichi egizi non avevano un concetto di religione
come tale e, di fatto, nel linguaggio geroglifico non esiste una parola che
possa tradursi con - religione -. Dal punto di vista egizio - ha scritto
l’eminente filologo A. H. Gardiner - […] possiamo dire che non esiste niente di
definibile come ‘religione’, c’era solo He-ka (l’essenza vitale degli dèi), il
cui sinonimo più vicino nella nostra lingua è - potere magico –).
Il simbolo di tale essenza, dagli studiosi viene solitamente tradotto come "anima" o "spirito", ed entrava nel mondo dell'esistenza umana quando qualcuno nasceva. Si credeva, infatti, che il dio Khnum, dalla testa di ariete, avesse realizzato il suo Ka su un tornio da vasaio partorendo delle persone. La tradizione egizia racconta che, quando qualcuno moriva, incontrava il proprio ka, perché il Ka in alcune persone continuava a vivere anche dopo la morte, ecco perché, spiegano gli egittologi, i parenti del defunto lasciavano offerte di cibo nelle tombe
In ogni caso esistono dei vincoli esoterici che
influiscono sugli stessi concetti mistici di ogni singola rappresentazione
mentale del pensiero religioso e gli antichi sacerdoti egizi lo esprimevano
utilizzando proprio la magia o il potere magico, che ha influito e non poco
sulla cultura occidentale e non a caso hanno una stretta interazione con i
culti siciliani. La storia però di questa semplice sillaba sembra che non abbia
confini.
Spingendo la nostra ricerca in un contesto
globalizzato, interessando le culture orientali, scopriamo che gli aspetti
religiosi della nostra particella permeano anche la sfera religiosa delle
antiche popolazioni della valle dell’Indo. Infatti, la nostra sillaba Ká (in lingua devanāgarῑ[2]: क) è un pronome
interrogativo di origine sanscrita, traducibile in "Chi?" o in
"Che cosa? Ma essa è anche un
sostantivo maschile che si accompagna al nome di Prajāpati, considerata la
"divinità/principio cosmogonico", posta al centro delle riflessioni
dei Brāhmana[3]
e riconducibile al tardo vedico. Il termine Ka è utilizzato
comunemente dalle popolazioni indiane per indicare anche il 121° sùkta (cioè
l’"inno", lett. "ben detto") del decimo maṇḍala del
Rgveda.[4]
A tal proposito riporto quanto scrisse Fida M. Hassnain,[5] nel suo libro “Sulle tracce di Gesù l’Esseno”, e l’utilizzo che i monaci casmiti fanno a proposito della nostra particella:
[…]
sempre in Kashmir, dichiara Hassnain, sarebbero custodite due importanti
reliquie appartenute a Mosè: […] una è nota come Assa-i-Mosa, in altre parole
il bastone di Mosè, e l’altra è la Ka Ka
Pal, in altre parole la pietra di Mosè. Ad Aish-Muqam in Kashmir, sull’alto
sperone di una collina, vi è la tomba di Zain Rishi, dov’è conservato, tra le
altre reliquie, il bastone, Assa-i-Mosa. Questo bastone di legno viene esposto
al pubblico in periodi di calamità, quali inondazioni o epidemie. Alcuni
studiosi hanno associato Aish-Muqam con Issa, in altre parole Gesù, e ritengono
quindi che questo bastone sia appartenuto a Gesù. In un’opera persiana, il
Rishi Namah, in altre parole “il libro che riguarda le tombe dei Rishi
(Santi)”, si dice che Issa (Gesù) abbia visitato questo luogo. L’altra reliquia
è il Ka Ka Pal, in altre parole la
pietra di Mosè, che si trova nel recinto del tempio di Shiva a Bijbehara
[n.d.a. o Bijbiara, Vejibyor, oggi è una città dell’India di
19.703 abitanti, situata nel distretto di Anantnag, nello stato
federato del Iammu e Kashmir...] […] nel voler verificare la leggenda
secondo la quale il Ka Ka Pal può
essere sollevato da terra con undici dita. Il custode chiamò undici persone,
chiedendo a ognuno di noi di mettere un dito sulla pietra e di recitare le
parole “Ka Ka Ka”; seguimmo le sue
istruzioni e, con nostra sorpresa, la pietra si sollevò a novanta centimetri da
terra. Riprovammo con dieci dita, ma la pietra ovale, che pesa circa 40 chili,
non si sollevò. KAh significa
“undici” in Kashmir e Kaka significa
“persona onorata”, e può riferirsi a Mosè.
E’ sicuramente un episodio molto emozionante, quello
raccontato da Fida M. Hassnain e potrebbe anche essere motivo di studio da parte degli esegeti biblici in merito
alla figura di Mosè, ma noi sappiamo che i testi sacri indiani sono stati per
generazioni tramandati oralmente prima d’essere trascritti, di conseguenza il
rituale fatto compiere a undici neofiti, facendogli recitare la formula Ka Ka
Ka, lascia supporre che il suo significato mistico, che non è stato mai
rivelato, rientrerebbe nel contesto ritualistico e risalente al tempo della
presenza degli dèi sulla Terra.
I risultati, in
definitiva, sono così evidenti che si può ipotizzare che: il significato della
nostra particella Ka è stata il cardine linguistico di ogni aspetto cosmologico e
religioso di tutte le popolazioni euroasiatiche, profondamente legato al
concetto divino di ciò che al giorno d’oggi, con il termine Dio, identifichiamo
la spiritualità suprema.
Ogni riproduzione o
divulgazione
totale o parziale del
presente volume
è severamente vietata i
trasgressori
saranno perseguiti a
norma di legge
© 2017 Copyright Angelo Virgillito
[1] Robert Bauval (Alessandria
d’Egitto, 5 marzo 1948) è un saggista e ingegnere britannico. Appassionato di
egittologia e buon conoscitore del periodo denominato Antico Regno, deve la sua
notorietà a un libro, “Il mistero di Orione”, edito nel 1994 e scritto con
Adrian Gilbert. Questo best seller cerca di dimostrare che le tre principali
piramidi della piana di Giza sono accuratamente allineate come le stelle che
formano la "cintura" della costellazione di Orione. La realizzazione
dei tre enormi monumenti sepolcrali rientrerebbero in un grande e articolato
progetto fatto realizzare dai faraoni nel corso del tempo. Nel libro i due autori,
studiando in particolare la piramide di Cheope, formulano anche l'ipotesi che
gli antichi egizi conoscessero bene il fenomeno astronomico chiamata
precessione degli equinozi.
[2] Devanāgarī, in
sanscrito: lett. Scrittura della Città divina), detto anche Nāgarī,
è un alfasillabario ("abugida") usato in diverse lingue
dell’India (sanscrito, hindi, marathi, kashmiri, sindhi, nepalese). È una
scrittura sillabica dove ogni lettera contiene già una vocale inerente schwa,
che può essere modificata in altre vocali tramite l'utilizzo di segni
diacritici che precedono, succedono o sottostanno alla lettera principale.
L'alfabeto bengalese e il suo funzionamento deriva dal Devanagari.
[3] Il brahmano,
detto anche bramino o bramano, più raramente bracmano (devanāgarῑ: IAST brāhmaṇa), è un
membro della casta sacerdotale del Varṇaśrama dharma o Varṇa
vyavastha, la tradizionale divisione in quattro caste (varna)
della società induista. Il termine italiano "brahmano" deriva dal
latino brachmani (o bragmani), a sua volta ripreso
dal greco brakhmânes che adatta in quella lingua il termine
sanscrito vedico brāhmaṇa. I brahmani rappresentano la casta
sacerdotale e costituiscono la prima delle quattro caste: a loro spetta la
celebrazione dei rituali religiosi più significativi.
[4] Il Ṛgveda (devanāgarῑ: ऋग्वेद) è una delle quattro
suddivisioni canoniche dei Veda. Il nome può essere reso con “Inni dei Veda” o
“Inni della Conoscenza”, essendo il sostantivo ṛgveda composto
da ṛc ("inni" o "strofe"), e veda ("sapienza"
o "conoscenza"): il riferimento è ai versi recitati durante le
cerimonie, (differenti dai sāman, versi cantati).
[5] Fida M. Hassnain è nato nel 1924 a Srinagar, in Kashmir. I
suoi genitori erano insegnanti, e suo padre aveva combattuto nell’esercito
anglo-indiano nella guerra boera del 1902. Fida Hassnain si è laureato presso
l’università del Punjab e presso l’università Mussulmana di Aligar, diventando
avvocato. AL momento della spartizione dell’India è venuta meno la sua fiducia
nella legge, e dopo un periodo in cui si è dedicato al lavoro nel campo sociale
e ai suoi studi creativi, è diventato lettore del S. P. College a Srinagar. In
seguito ha vinto la cattedra di Storia e Ricerca. Nel 1954 è diventato
direttore degli Archivi Statali del Kashmir e dei musei di ricerca
Archeologica, dove ha continuato a lavorare fino al pensionamento nel 1983.
martedì 18 luglio 2017
KA TAN LA TERRA DEGLI ANTICHI DEI/ANUNNAKI: LE ORIGINI DELLE PRIME COMUNITA' SICILIANE!
KA TAN LA TERRA DEGLI ANTICHI DEI/ANUNNAKI: LE ORIGINI DELLE PRIME COMUNITA' SICILIANE!: Quello che segue è una prima bozza di uno dei primi capitoli del mio ultimo libro (ancora in fase di stesura) dal titolo: "KATAN - L&...
KA TAN LA TERRA DEGLI ANTICHI DEI/ANUNNAKI: 'U zu Carmelu e gli #UFO !
KA TAN LA TERRA DEGLI ANTICHI DEI/ANUNNAKI: 'U zu Carmelu e gli #UFO !: Dal romanzo di Angelo Virgillito, dal titolo "Il Custode": Ammantato da quell’immagine e sovrastato da mille pensieri non s...
Iscriviti a:
Post (Atom)
Ho incontrato il demonio
PROSSIMO ALLE STAMPE In quest'ultimo libro preparatevi a varcare la soglia di un racconto, dove ogni pagina annuncia una lotta eterna, ...
-
Ogni creatura professa una sua fede religiosa, altri professano una forma di spiritualità in questo mondo, dove la perdizione, come vir...
-
LA VERITA' CI RENDE LIBERI A volte preso dal vortice caotico dei sentimenti, avverto quel desiderio irrefrenabile di gridare la Verità...
-
"AMATEVI GLI UNI E GLI ALTRI, COME IO HO AMATO VOI.” Se fossi vento, spazzerei il male dai cuori di tutti i miei fratelli, sparsi in q...


