domenica 6 gennaio 2019

KA TAN LA TERRA DEGLI ANTICHI DEI/ANUNNAKI: LO #STARGATE SICILIANO DEGLI #ANUNNAKI (parte seco...

KA TAN LA TERRA DEGLI ANTICHI DEI/ANUNNAKI: LO #STARGATE SICILIANO DEGLI #ANUNNAKI (parte seco...: © by Angelo Virgillito PARTE SECONDA Nella figura sopra abbiamo raffigurato quell’incisione posta su un sigillo di epoca sumera che, ...

KA TAN LA TERRA DEGLI ANTICHI DEI/ANUNNAKI: LO #STARGATE SICILIANO DEGLI #ANUNNAKI

KA TAN LA TERRA DEGLI ANTICHI DEI/ANUNNAKI: LO #STARGATE SICILIANO DEGLI #ANUNNAKI: © by Angelo Virgillito PARTE PRIMA Sono 23 anni ormai che svolgo indagini su gran parte di quei fenomeni che si contrappongono al pan...

LO #STARGATE SICILIANO DEGLI #ANUNNAKI (parte seconda)


© by Angelo Virgillito
PARTE SECONDA
Nella figura sopra abbiamo raffigurato quell’incisione posta su un sigillo di epoca sumera che, secondo Sitchin, rappresenterebbe il nostro sistema solare, quello che invece, noi abbiamo notato è l’inclinazione dell’esagramma che rispetto al piano del sigillo e alla sua perpendicolare Nord-Sud, è inclinato di circa 10°.
E’ naturale a questo punto chiedersi perché gli antichi scribi sumeri incisero la raffigurazione del sole inclinando il suo meridiano di diversi gradi? Abbiamo tentato di trovare altre raffigurazioni che avessero una particolare inclinazione, che si avvicinasse o potesse spiegare questa particolare rotazione, ma senza successo, tutti i reperti che in quest’ultimo secolo sono stati riportati alla luce dagli archeologi, la dove emergono disegni e incisioni geometriche nessun studioso è stato in grado di fornire una risposta esauriente di tale “anomalia” gravata da un’inclinazione così eccessiva. E ci chiediamo se tale incisione fu casuale e se contestualmente fu celato un messaggio di qualche natura? E se sì, esso poteva essere un riferimento astronomico, come afferma Sitchin, oppure il simbolo dell’esagramma doveva far riferimento agli dèi Anunnaki?
 La figura geometrica del rombo, invece, rientra nei concetti della Vescica Piscis, quindi entrambe le figure hanno o potrebbero avere una connessione con la sfera religiosa del femminino sacro dal punto di vista massonico e esoterico, mentre, da una prima valutazione, è più esplicito l’aspetto religioso imposto dalla Chiesa di Roma su tutto questo territorio etneo, in particolare nel circondario della città di Paternò e della sua “Collina Storica”, luogo dove è prorompente l’indirizzo messianico e massonico, inteso nel suo aspetto femminile.
Una figura così elaborata dunque, che unisce una serie di siti dalla natura misteriosa offre molti spunti di riflessione suggeriti sia dal panorama esoterico sia da quello religioso. Tuttavia, con la caparbietà che ci contraddistingue, siamo andati oltre, spostando il nostro punto di vista sui moderni concetti della fisica, e ci siamo chiesti: può questa figura geometrica essere l’espressione simbolica di quelle nozioni che oggi sono una parte integrante dei concetti scientifici basati sulla teoria della relatività o su quelli della relatività ristretta, che sono stati espressi da A. Einstein e da altri illustri studiosi, i quali, nel corso dei loro studi, hanno sviluppato o rielaborato questi antichi principi di base esprimendoli su un piano totalmente differente, cioè scientifico?
Probabilmente sì.
Da questo breve assunto emergono tutte quelle informazioni che durante la nostra indagine sono state i punti di forza che ci hanno permesso di elaborare quell’esagramma sormontato da un’altra figura geometrica dai chiari connotati esoterici. E se oggi stiamo congetturando l’ipotesi secondo la quale tutti i punti d’intersezione erano delle stazioni di amplificazione delle forze energetiche della terra che sommate a quelle vulcaniche e telluriche dell’Etna, del Marsili e ai vulcani dell’area delle isole eolie, convergenti in un solo punto, molto probabilmente sono servite per aprire una porta spazio-temporale o Stargate. Infatti, sovrapponendo i grafici della teoria delle relatività alla base del diamante tutte le linee si sovrappongono perfettamente le une con le altre. Quello che segue è uno dei tanti grafici emersi dalla relatività generale di Einstein.
Tuttavia non basta segnare delle linee all’interno di due ascisse, occorre una mole di lavoro i cui calcoli matematici coinvolgono l’ampio panorama della stessa relatività. Eppure in tutta questa logica scientifica emerge stranamente tutta una serie di coincidenze che convergono in un sol punto focale. Nella vasta area del versante orientale siciliano, coinvolta nella triangolazione topografica, stranamente, troviamo tutti quei sistemi d’induzione fisica, dinamica, meccanica, elettromagnetica e di gravitazione, che a un fisico permetterebbe di calcolare il punto di “fuga” o l’accesso a una porta spazio-temporale, come abbiamo evidenziato nell’immagine sottostante. Eppure tutto sembra incastrarsi come un enorme puzzle.
Che cosa ha a che fare la teoria di Einstein con la valle del Demone siciliana? Che sia una mappa terrestre per indicare il luogo da dove gli antichi dèi giungevano o partivano per spostarsi da un punto all’altro nell’universo, durante la mitica guerra divina, scoppiata nel II millennio, dopo la distruzione del porto spaziale nella penisola del Sinai?
Ogni congettura esposta fino adesso lascerebbe supporre che sia così, ma c’è ancora un aspetto che non abbiamo discusso, la cui ipotesi potrebbe mettere in relazione queste nuove informazioni con le perturbazioni planetarie che nell’agosto del 1988, i calcoli espressi dagli astronomi statunitensi, spinsero questi ultimi a sostenere l’ipotesi del famigerato Pianeta X. Dai testi sumeri e dalle traduzioni compiute in epoca moderna, è emerso che Anu, il sovrano di Nibiru, suddivise i cieli della Terra in tre parti: la parte settentrionale che si estendeva a partire dal Tropico del Cancro fino al polo Nord fu affidata al figlio Enlil, legittimo erede al trono di Nibiru; la parte meridionale che si estendeva dal Tropico del Capricorno fino al Polo Sud fu assegnata ad Enki, il dio/scienziato che modificò il genoma umano, creando l’Homo Sapiens; infine la parte centrale che comprendeva l’area tra i due tropici la lasciò per se.
Gli astronomi dunque, a seguito dei calcoli effettuati sulle perturbazioni registrate tra Plutone e Nettuno e, in seguito confermate dalla sonda Voyager 2, che aveva sorvolato Urano e Nettuno, hanno postulato l’ipotesi secondo la quale ci sarebbe un pianeta esterno all’attuale sistema solare che sta orbitando intorno al sole, la cui massa sarebbe pari ad almeno quattro volte quella della Terra, avendo un’inclinazione di 30° sull’eclittica, con un semiasse maggiore di circa 101 UA (Unità Astronomica).
Teoria avanzata e sostenuta nel 1990 dall’astronomo Robert S. Harrington, uno dei massimi esponenti dell’U.S. Naval Observatory, (che ha collaborato con James W. Christie all’identificazione di Caronte, satellite di Plutone), il quale annunciò all’American Astronomical Society, riunitasi ad Arlington, in Virginia, che era stata inviata un’equipe di studiosi in Nuova Zelanda, per cercare di individuare il Pianeta X. La ricerca di questo gruppo di astronomi prevedeva lo studio di una particolare area focalizzata a una distanza pari a tre volte la distanza dal Sole rispetto a Nettuno e Plutone, in direzione dei cieli meridionali, dove presumibilmente starebbe orbitando questo sconosciuto pianeta. Di conseguenza gli astronomi hanno ipotizzato che lo sconosciuto pianeta stia seguendo non soltanto una rotazione retrograda ma hanno anche stabilito la sua direzione: Sud-Est.
A questo punto potremmo azzardare l’ipotesi, secondo la quale il rilievo topografico dal quale è emersa la complessa figura geometrica, la stessa potrebbe essere indicata o utilizzata come un segnalatore o puntatore astronomico per l’osservazione del pianeta Nibiru o per stabilire il punto di massimo avvicinamento e di conseguenza di contatto con la Terra, dopo la distruzione dei porti spaziali del Sinai?
 Occorrerebbe un fisico di dichiarata fama per confermare tali congetture, ma non credo che in Italia ci sia qualcuno disposto a mettere a rischio la propria immagine costruita in tanti anni di studi e ricerche.
Se ciò accadesse e se tutta la mole d’informazioni che in questi anni abbiamo raccolto con perizia e caparbietà, fossero confermate, dal corpo accademico e scientifico, di cui io dubito, i risvolti di tali verità stravolgerebbero tutti gli equilibri: storici, scientifici, religiosi e sociali. Si spiegherebbe, altresì, la presenza degli antichi dèi Anunnaki sul suolo siciliano e, di conseguenza, la loro colonizzazione del pianeta 450mila anni fa e l’importanza che ricopriva l’isola nel passato storico, ma soprattutto il ruolo che essa ha svolto e continua a svolgere nel panorama ufologico del pianeta, il cui passaggio tridimensionale, emerso dalle nostre ricerche, ha segnato quella linea temporale comunemente conosciuta come il legame cielo terra, che ha permesso, ai veicoli spaziali non terrestri, di utilizzare questi varchi spazio-temporali o se volete “porte” o “Stargate”, per spostarsi nello spazio da un capo a l’altro dell’universo, per giungere sul questo meraviglioso pianeta. Eppure un’analisi più approfondita ci induce a ipotizzare che queste creature spaziali hanno raggiunto un così alto livello di conoscenze che sono in grado di aprire questi varchi spazio-temporali in qualsiasi luogo, di uno dei quali io stesso insieme con mia moglie ne siamo stati testimoni involontari (vedi foto sotto). Una sequenza di dieci foto che testimoniano le fasi di apertura di un varco spazio-temporale e il conseguente attraversamento di una figura misteriosa che lo oltrepassa salendo dei gradini, accompagnandosi con un bastone, molto simile a un pastorale (vedi le due figure in chiaro e in negativo, nelle pagine seguenti). Di conseguenza è ipotizzabile che le loro conoscenze abbiano raggiunto un grado così elevato che gli permette di viaggiare nello spazio e nel tempo, sia esso passato sia futuro, con una tale facilità e semplicità, per loro del tutto naturale. Gli scienziati poco inclini alla teoria dei viaggi nel tempo, per lavorandoci e attingendo a tutte le conoscenze, messe a disposizione dalla fisica quantistica, sono ancora ben lungi dal comprendere in che modo l’uomo possa viaggiare nel passato o nel futuro. Tuttavia per conoscendo le dinamiche, laddove il passato e il futuro, coesistono nel medesimo tempo e luogo, quindi, coincidente con il presente, esse non riescono a trovare la giusta soluzione a questo problema. Forse un giorno, in un futuro lontano, quando ci si renderà conto e si accetteranno tutte quelle teorie, secondo le quali nell’universo agiscono forze e dimensioni, che vanno ben oltre le nostre elementari basi scientifiche.
È pur vero che la Storia umana è o dovrebbe essere un continuum temporale, tuttavia in essa si sono innescati una miriade di controversi fattori che la contraddicono, mentre i vuoti storici accendono perplessità e dubbi, che la stessa scienza non riesce a spiegare, quelli accettati sembrano stralci storici che appaiono improvvisamente per dileguarsi nei meandri del tempo. Tanto da spingere un gran numero di studiosi e ricercatori moderni che, alla luce delle continue scoperte, sostengono la teoria secondo la quale, la Storia della civiltà umana così come ci viene raccontata deve essere totalmente riscritta. Teoria che io tra l’altro, condivido.
© by Angelo Virgillito


LO #STARGATE SICILIANO DEGLI #ANUNNAKI


© by Angelo Virgillito
PARTE PRIMA
Sono 23 anni ormai che svolgo indagini su gran parte di quei fenomeni che si contrappongono al panorama dell’ortodossia storico-religiosa imposta alle prime comunità che s’insediarono sull’isola siciliana, svelando tutti quei misteri che la storia stessa ha celato. E’ stato un viaggio lungo e faticoso tra i meandri della storia che ci ha permesso di riportare alla luce parte del corredo culturale e religioso legato a quelle comunità che, per prime, giunsero sul suolo del versante orientale siciliano. Un bagaglio di nozioni, le quali nel corso della storia siciliana sono state rigettate dagli studiosi locali, perché non rientravano nei parametri scientifici di quella scienza che loro stessi hanno circoscritto i confini.
Confini che abbiamo deliberatamente superato servendoci di quegli aspetti antropologici, definiti dall’ortodossia classica come dei meravigliosi elaborati della mente umana. Indagando in questo vasto panorama, dove i miti, le leggende s’intrecciano con il naturale corso evolutivo dello sviluppo societario e gelosamente custoditi tra le più antiche tradizioni isolane, siamo stati in grado di sviluppare congetture storiche molto più plausibili, rispetto a certe traballanti ipotesi di natura ortodossa. Quelle stesse ipotesi che da millenni gli studiosi locali e internazionali continuano a sostenere, nonostante le defezioni e le incongruenze che la stessa scienza ha attuato, per mantenere la propria leadership sulla Storia e sullo sviluppo societario, permettendo alle religioni di insinuarsi nelle scelte evolutive dell’uomo.
Dopo ventitré anni di ricerche, le oltre 1000 pagine di appunti, tra date, tracce, connessioni e intrecci storici, scientifici, mitologici e leggendari, percorrendo e ri-percorrendo più volte gli ultimi e oltre 8000 anni di storia del genere umano, per giungere, infine, a delle verità sorprendenti, tanto da indurci a sostenere che l’uomo moderno o Sapiens non è il risultato dell’evoluzione terrestre ma una creatura modificata a immagine di altri esseri, provenienti da altri mondi lontani, che in un remoto passato hanno colonizzato la Terra (vedi: “Il seme della vita genesi divina o aliena?”, edizioni Xpublishing, Roma). Nel nostro primo libro (vedi “Il tempio perduto degli Anunnaki”, edizioni Cerchio della Luna, Verona) invece, abbiamo raccontato per sommi capi la storia di queste creature che dal cielo scesero sulla Terra, conosciuti al tempo dei sumeri con l’epiteto di Anunnaki, sol perché ogni traccia e indizio sia esso storico, scientifico, linguistico, astronomico, leggendario e mitologico, del passato storico della Sicilia orientale, è riconducibile, al di là di ogni ragionevole dubbio, alle teorie espresse da Zecharia Sitchin. Abbiamo carpito i segreti celati tra le righe degli antichi racconti mitologici e leggendari, alla luce degli aspetti esoterici e messianici legati a un antico simbolismo di natura massonica, risvegliando l’assopita memoria legata alle comunità della valle del Simeto.
Nel corso della nostra indagine, difficile e a volte, frustrante, ci siamo imbattuti in testimonianze e indicazioni che se interpretati secondo uno schema del tutto differente da quello adottato dall’ortodossia classica, svelano tutt’altra storia, ben diversa dalle semplicistiche convinzioni profuse dagli accademici e dagli illustri studiosi siciliani, tanto da permetterci di individuare il più importante tempio del II millennio AC, dedicato alla Grande madre, nel territorio oggi ricadente nel comprensorio comunale della città di Paternò (CT). Abbiamo utilizzato dei riferimenti storici e leggendari di un antico tempio dedicato al dio Adranòs, i cui ritrovamenti archeologici di epoca tarda, inerenti al culto di questa divinità sono stati riportati alla luce nel territorio di Santo Stefano di Camastra, (comune ubicato sul versante nord occidentale dell’Etna nella provincia di Messina), le cui datazioni compiute sui resti archeologici però, variano da un reperto all’altro a dimostrazione che il culto al dio Adranòs, tra le popolazioni indigene del II millennio AC in Sicilia, durò per molto tempo, raggiungendo la sua massima espressione religiosa intorno al 1500 AC, periodo che stranamente coincide con le prime colonizzazioni.
Per poi addentrarci nelle strette connessioni dell’antico dialetto siciliano le cui traslitterazioni e radici semantiche sono riconducibili alla lingua sumera. Abbiamo analizzato i toponimi di contrade, monti e altri riferimenti geografici e topografici la cui natura è ravvisabile nei concetti messianici e mistici di un credo religioso molto antico e, com’è successo per tutti gli altri indizi e tracce, riconducibile al bagaglio antropologico e culturale giunto sul suolo siciliano insieme con i primi clan familiari, dopo il Diluvio universale, offrendo una nuova visione d’insieme e, presumibilmente, quali furono gli eventi che si susseguirono nei territori orientali della Sicilia e quali furono le dinamiche evolutive e sociali dei primi gruppi familiari che hanno determinato la storia della Sicilia in età preistorica.
Ogni sito coinvolto nella nostra indagine se preso separatamente non fornisce un quadro storico completo sulla storia delle prime comunità che s’insediarono nel territorio etneo e nella valle simetina. Infatti, non riuscivo a spiegarmi quali potessero essere le connessioni tra tutti questi siti e gli antichi dèi/Anunnaki, e quale fosse il vero motivo che spinse la Chiesa di Roma a utilizzare i Normanni per rientrare in possesso di questi territori. Così un giorno risvegliando le mie antiche conoscenze tecniche e utilizzando una vecchia cartina geografica della Sicilia, iniziai a unire tutti i punti nevralgici che sono emersi nel corso della mia lunga ricerca. Scelsi come punto focale la “collina storica”, luogo, dove presumibilmente fu ubicato l’antico tempio dedicato alla Grande madre, il cui culto antecedente al II millennio AC richiamò fedeli da tutta l’isola. Iniziai a tracciare delle linee, unendo i principali siti: S. Stefano di Camastra (ME), dove, fu trovato un tempio dedicato al dio Adranòs; il Santuario di Tindari, in provincia di Messina, il cui culto è dedicato alla Madonna Nera. Dopo aver unito i due siti con una linea mi accorsi che quel segmento intersecava, stranamente, il sito megalitico dell’Argimusco, oggi ricadente nel territorio di Montalbano Elicona (ME), uno dei luoghi più mistici dell’isola, dove tra l’altro è emersa una forte connessione energetica proveniente dall’intersezione delle forze elettromagnetiche terrestri. Poi ho unito i punti tra S. Stefano di Camastra e il Santuario di Tindari, e anche in questo caso il segmento interseca il borgo di Canneto di Caronia, quest’ultimo venuto alla ribalta alcuni anni fa per gli strani fenomeni di autocombustione degli impianti elettrici nelle abitazioni private, la cui indagine, svolta ad alti livelli governativi, non è riuscita, ufficialmente, a far luce su tali episodi. Incuriosito, ho continuato a tracciare e triangolare tutto il versante orientale della Sicilia spingendomi sia verso Ovest sia verso Nord, ciò che è emerso spiega e fornisce le risposte a moltissime domande. 
Ciò che si vede nelle due figure precedenti è qualcosa di sconvolgente: è quello che molti esoteristi definiscono: un doppio Pentalfa, o un esagramma sormontato da una figura romboidale a forma di diamante. In tale raffigurazione geometrica si distingue una stella a sei punte circoscritta all’interno di un esagono, dal cui centro emerge una figura romboidale a forma di diamante. Facendo riferimento al meridiano terrestre, che attraversa il punto d’intersezione aventi le seguenti coordinate terrestri N 37°33’59’’ E 14°54’09’’, notiamo che entrambe le figure hanno un’inclinazione simmetrica, come se uno fosse lo specchio dell’altro.
Giunti a questo punto, ci siamo chiesti se la sommatoria dei due angoli (15° + 15° = 30°) avesse un riferimento astronomico. Con l’ausilio di un programma di astronomia, Stellarium, il cui schema ci permette di vedere la conformazione del cielo nelle varie epoche, siamo risaliti fino al 1600 AC, data che, è emersa a seguito delle nostre indagini, dalla quale supponiamo che sia l’arrivo del dio Adranòs e dei primi gruppi familiari in terra di Sicilia, prima delle massicce ondate di colonizzazioni che, secondo gli storici, sarebbero approdate sulle coste dell’isola intorno al 1300 AC. Abbiamo scelto una specifica data, cioè l’equinozio di primavera del 21 marzo 1600 AC, per misurare le inclinazioni del piano equatoriale e quello dell’eclittica con riferimento alle coordinate terrestri, dove presumibilmente era ubicato il tempio della Grande Madre, i cui calcoli hanno fornito i seguenti angoli d’incidenza: per l’equatore celeste, la corrispondenza è stata di un angolo a 52,59877d (AP = 0,10924d). Per il piano dell’eclittica invece l’angolo d’incidenza, rispetto allo stesso periodo è stato di 59,19206d (AP = 359,72298d). 
Un altro dato che emerge dalla combinazione di queste due figure è l’angolo che si viene a creare tra l’eclittica terrestre e gli assi mediani delle due rispettive figure, alla cui misurazione apre un angolo di circa quindici gradi, mentre la seconda figura, a forma di diamante, il suo vertice punta esattamente in opposizione al primo, creando a sua volta un altro angolo di circa 15 gradi, costruendo di fatto, un angolo o un settore celeste, nel quale circoscrive una porzione di cielo racchiusa in un angolo complessivo di 30°.
Noi tutti o la maggior parte conosciamo, in generale, il significato esoterico della stella a sei punte. Infatti, questo simbolo si pensa provenga da antichi trattati ermetici, e molti gruppi iniziatici e i popoli del mondo che l’hanno usato, gli hanno attribuito un'importanza e un significato diverso. La forma della stella è un esempio dell'esagramma, un simbolo indicativo, per tutte le culture del pianeta. È ottenuta dall'incrocio di due triangoli equilateri (aventi quindi tre angoli uguali di 60° ciascuno) e di eguali dimensioni, uno col vertice rivolto verso l'alto e il secondo col vertice rivolto verso il basso. La configurazione di questo esagramma è da datarsi anteriormente all'utilizzo che ne fecero gli ebrei, ed è plausibile che esso risalga alla prima civiltà riconosciuta, cioè ai Sumeri. Fuori dal sistema giudaico viene utilizzato prevalentemente nell'occultismo. Stelle a sei punte sono state trovate anche come diagrammi cosmologici nell'Induismo, nel Buddismo e nel giainismo. Le ragioni dietro a questa comune apparizione del simbolo nelle religioni Indiane e Occidentali sono perse nei misteri dell'antichità. Una possibilità potrebbe essere quella secondo cui tale simbolismo abbia un'origine comune, ma esiste anche la possibilità che artisti, religiosi o adepti delle religioni di varie culture creassero indipendentemente dalla forma della Stella di Davide, che dopotutto è una semplice e ovvia forma geometrica, che può essere ricavata dalla semplice formula sviluppata da Pitagora, utilizzando la sezione Aurea.
Entrare nel merito sugli studi compiuti da Pitagora, tale figura la troviamo presente in molte culture antiche del pianeta e antecedente allo stesso Pitagora. Le prime tracce, com’è ormai consuetudine nella nostra indagine, di tale figura geometrica, sono state individuate negli antichi scritti cuneiformi attribuite ai Sumeri, la cui datazione le fa risalire alla Ia Dinastia di Ur (IV/III millennio AC). Il suo significato non è soltanto astronomico, difatti, lo ritroviamo anche nell’ambito del simbolismo alchemico e associato al Fuoco Filosofico degli alchimisti. Gli egiziani, ad esempio, la conoscevano come la Stella Fiammeggiante, identificandola con Sirio. Per le antiche popolazioni del Nord - Europa e in particolare tra le popolazioni celtiche, all’interno delle quali i Druidi, antichi sacerdoti delle caste privilegiate delle comunità galliche e celtiche, la rappresentazione del simbolo del pentalfa era intesa come Luce Spirituale. Lo stesso Sitchin nella sua elaborata teoria, fa riferimento a un’incisione riportata su un sigillo, classificato VA-243, oggi custodito presso il museo nazionale di Berlino, in Germania, sul quale non entriamo nel merito della disputa tra i sostenitori della teoria di Sitchin e gli accademici che ne sostengono l’infondatezza, quindi andiamo oltre...

venerdì 30 novembre 2018

KA TAN LA TERRA DEGLI ANTICHI DEI/ANUNNAKI: #ILCUSTODE, il #romanzo #fantascientifico che susc...

KA TAN LA TERRA DEGLI ANTICHI DEI/ANUNNAKI: #ILCUSTODE, il #romanzo #fantascientifico che susc...: Quando la realtà si confonde con la fantasia, ci si ritrova a vagare nei ricordi della nostra mente, risvegliando emozioni contrastanti. Q...

#ILCUSTODE, il #romanzo #fantascientifico che suscita forti emozioni

Quando la realtà si confonde con la fantasia, ci si ritrova a vagare nei ricordi della nostra mente, risvegliando emozioni contrastanti. Questo e tanto altro nel mio romanzo fantascientifico "IL CUSTODE". 

Quello che segue è un breve stralcio, tratto dal romanzo "IL CUSTODE":

.... Erano luoghi tetri e oscuri, dove i Signori della guerra uccidevano e trucidavano ogni essere vivente, per appagare una sete infinita di potere e ricchezze, aiutati da streghe e maghi senza scrupoli. Governavano su terre oscure e luoghi infausti, opprimendo e sfruttando quello che restava delle comunità di quegli antichi e lussureggianti luoghi. Un paesaggio tenebroso e tetro, dove le antiche sorgenti, in un tempo assai lontano, sgorgando dal ventre della Grande Madre facevano fluire la vita irrorando i campi, permettendo a ogni animale di cielo e di terra di dissetarsi e agli uomini di raccogliere in abbondanza i frutti della loro fatica, ora rigurgitavano una melma scura e male odorante, inaridendo ogni zolla, mentre ogni animale e uccello fu costretto a migrare in terre lontane per riuscire a sopravvivere. I boschi si trasformarono in intrigati grovigli di rami senza vita, ora dominio di giganteschi serpenti dagli occhi rosso inferno. Luoghi che nessuno più osava attraversare, in molti avevano osato introdurvisi per sfuggire ai mostri famelici, ma non hanno fatto più ritorno. Furono scelte altre vie per le quali molte famiglie riuscirono a fuggire, superando le abominevoli sentinelle, poste a guardia dei confini di questi nuovi e funerei regni.
Il male imperversava fino ...... 




Ma per suscitare ulteriormente il vostro interesse queste sono due recensioni pubblicate sulla mia pagina di Facebook da coloro che hanno già letto il libro:


Buona sera Angelo, con molto piacere ho finito il tuo libro, il Custode. Mi devo scusare per essermi un po' dilungato sui tempi, purtroppo non sono riuscito prima. La prima cosa che mi viene da dire è che questo libro mi ha veramente emozionato. Il custode... la domanda che mi sono fatto man mano che leggevo è: custodire effettivamente cosa? La coscienza? L'anima? Il sapere? L'esperienza della vita? La Storia? L'essenza dell'Universo? ... Tutto è molto importante... ma al di là del personaggio e del suo ruolo, la cosa fondamentale che mi sono chiesto è noi cosa custodiamo? 
Io credo che tutti siamo custodi di qualcosa e questo libro è una chiave per aprire la mente e capire quanto sia preziosa la vita in tutte le sue sfaccettature... Questa chiave mi ha aperto numerosi cassetti della memoria, facendomi rivivere alcune esperienze personali, ma soprattutto ricordare le molte coincidenze (che non sono mai casuali) della vita che mi hanno aperto una strada veramente illuminante. Mi verrebbe da chiederti quanto le esperienze vissute da personaggio Alfred fanno parte della tua esperienza? 
Comprendere quale sia il nostro ruolo nell'esistenza penso sia impossibile, ma tutti dovremmo essere dei ricercatori per migliorare noi stessi e il nostro mondo. La parte che mi ha colpito è quando ogni evento che capitava al protagonista gli accendeva un tassello nella mente. Sebbene i punti con più emozioni nel testo siano altri per me questi passaggi hanno un profondo significato e ti ringrazio per avermeli fatti rivivere. Solo una curiosità, che libro era quello di fantascienza che, ad un certo punto del testo, lo illumina sui demoni? Altro argomento importantissimo la lotta contro i propri demoni... e bellissima l'associazione con i draghi che è davvero poco conosciuta... Che dire... Complimenti!!!


29 luglio 2018
Fratelli di Atlantide - La Verità Vi Renderà liberi - Lo Staff.

Il Custode, un Romanzo ambientato in terra di Sicilia. Una terra caratterizzata di aspri contrasti, il Bene ed il Male che si fronteggiano giornalmente in una guerra senza tregua e senza fine. Una terra dai sapori straordinari dove i sensi vengono esaltati dai sapori inconfondibili di una madre natura ricca di doni. Una terra che ha Partorito Uomini Meravigliosi i cui valori trascendono la materialità dell’essere umano. In questa meravigliosa terra nasce uno straordinario racconto, un bellissimo e faticoso viaggio nel quale la realtà e la fantasia, la gioia e la paura, il dubbio e la fede, la Verità e la Realtà si rincorrono e si intrecciano in un continuo scambio di ruoli.
Una Vita Vissuta, o semplicemente un Viaggio Fantasioso all’Interno delle Nostre Speranze?
Ognuno di noi può identificarsi in questa “Fantascientifica” “Realtà”, in uno dei veritieri personaggi così sublimemente ritratti. Ognuno può mettere in dubbio o rassicurarsi sui propri condizionamenti ricevuti e plasmati da un sistema egoista di sete di potere, o sulla propria volontà nella ricerca della “Verità”, che è Unica ed Incontrastabile.
La Verità è come un cibo, nessuno può gustarne il sapore con i sensi di un’altro, bisogna, quindi, alzare il sederino e sperimentarla individualmente sul campo. La Vita, Materiale e Spirituale del protagonista, forse per volere Divino, ma più probabilmente grazie al suo forte io interiore, si intreccia e scorre in questo contesto; la ricerca della Verità per il bene assoluto suo e dell’umanità, fino al punto in cui la realtà extraterrena trascende quella materiale terrena nonostante quest’ultima continui ad impregnare il suo essere.
A breve il tempo della Verità arriverà, il Grande e Glorioso Ritorno ...
Romanzo o Ricerca, Fantasia o Realtà ... “Fare Ogni Cosa Meglio che Puoi Anche Quello che Ti Sembra Impossibile, Questo Farà Cambiare il Mondo”.
“Stiamo Vivendo un Momento della Storia dell’Umanità Eccezionale che Richiede Scelte di Vita Straordinarie”. 
Un grosso ringraziamento all’Autore che, in una forma contenuta e con la scorrevolezza di un linguaggio semplice ma autorevole, ci ha regalato un prezioso strumento per farci mettere in discussione sul nostro essere.

Per coloro che volessero acquistarlo (il libro è in formato PDF), può inviarmi una mail al seguente indirizzo:
iventietnei@gmail.com
vi spiegherò come averlo.

Copyright 2018  Angelo Virgillito


domenica 25 novembre 2018

Le interazioni #umane e #extraterrestri


Salve amici ci rivediamo dopo un po di tempo. Oggi voglio sottoporvi a una nuova piccola riflessione: chi furono i nostri creatori? 
La trattazione di specifici argomenti, le cui analisi #scientifiche e le conseguenti deduzioni #filosofiche, a volte, rendono un compendio complesso e di non facile lettura. Noi tuttavia, ci siamo voluti cimentare in questa impresa nel raccontarvi l'indagine che abbiamo condotto sulla natura #umana, analizzata dal punto di vista #extraterrestre, e pubblicata nel libro "Il seme della vita genesi divina o aliena?" 




Quello che segue è un breve stralcio del suo contenuto:
Membri della comunità scientifica che hanno analizzato la teoria della risonanza #morfica, enunciata per la prima volta dal biologo britannico Rupert #Sheldrake secondo il quale tale risonanza implica un universo non meccanicistico governato da leggi che sono esse stesse soggette a cambiamenti, hanno sentenziato che le affermazioni di Sheldrake sconfinano nella #pseudoscienza. I critici rilevano la mancanza di prove a sostegno della teoria sulla risonanza morfica e l'incongruenza dell'idea basata su dati presi dalla genetica e dall'embriologia, ed hanno inoltre espresso la preoccupazione che la popolare attenzione suscitata per i libri e le apparizioni in pubblico di Sheldrake, danneggino la comprensione che le persone hanno in merito ai dogmi della scienza. Nonostante l'accoglienza negativa da parte della comunità scientifica, le idee di Sheldrake hanno trovato supporto dal movimento New Age. Sheldrake sostiene che la scienza debba incorporare la medicina alternativa, la parapsicologia e prestare maggiore attenzione al pensiero olistico, che dal nostro punto di vista potrebbe allargare il già complicato panorama della creatura Homo e aprire nuovi orizzonti di ricerca che faciliterebbero la conoscenza della natura umana, ma questa è tutt’altra storia. Le implicazioni intersoggettive che ne potrebbero derivare ribalterebbero le convinzioni sociologiche su cui si fonda la civiltà umana.
Nel gennaio 2013 lo scienziato tenne una conferenza a Londra, nella quale espose le sue perplessità in merito alle interpretazioni attuali della scienza. In particolare si soffermò sul fatto che apparentemente la velocità della luce sia varia nel corso del tempo, così come la costante di gravitazione universale. Un concetto talmente rivoluzionario che il comitato scientifico sospese la pubblicazione del video, contestandogli alcune inesattezze, mentre altri gruppi, considerarono tale decisione come una mera censura.
Lo stesso discorso viene applicato per i molti fautori dell’energia orgonica, il cui termine fu coniato dallo psichiatra e psicoanalista Wilhelm #Rech (1897 -1957) per definire un’ipotetica forma di energia che descrisse in alcuni esperimenti pubblicati alla fine degli anni trenta. Egli affermò che l'energia dell'orgone (o energia orgonica) permeava tutto lo spazio, era di colore blu e che certe forme di malattia erano la conseguenza dell'impoverimento del blocco dell'energia all'interno del corpo. La teoria dell'orgone è considerata inattendibile da tutta la comunità scientifica, perché incompatibile con le attuali conoscenze scientifiche e priva di conferme sperimentali.
Concetti che potrebbero esser simili (ma non uguali) all'energia dell'orgone sono: l’aura, l’Elan vital, la #Kundalini, il #Prana, l'energia #Ki, in italiano si pronuncia “ci”, che sarebbe l'espressione #NewAge di corpo sottile, corpo eterico, Forza #Odica, radionica e magnetismo animale. Essa è anche il nome dato all'energia “interna” del corpo umano, riscontrabile e ricorrente in tutte le aree soggette all'influenza culturale cinese (Giappone, Corea), con accenni anche in ambiti prettamente filosofici, nelle arti marziali, nella medicina tradizionale cinese, nella Geomanzia, nei concetti d’Idraulica, nella Pittura, nella Calligrafia e nella poetica.
Numerosi aderenti al movimento della New Age sostengono che tali energie possano essere imbrigliate e usate a scopo curativo per ottenere altri effetti benefici. La presunta scoperta di Reich avvenne in seguito ai suoi studi in ambito psichiatrico e sessuale; cercando di trovare una spiegazione per l'origine delle malattie psichiche, ritenne inizialmente che esse fossero dovute a fattori fisici; in seguito si convinse che esistesse una correlazione dualistica tra materia/energia, fino a quel momento di natura sconosciuta, sostenendo che essa era la base della vita e, che le malattie psichiche fossero una patologia di tipo "energetico". Egli battezzò questa forma di energia #orgone e, in seguito, ipotizzò una correlazione funzionale tra il fluire dell'energia nel corpo #umano e l'orgasmo (da cui appunto deriva il termine “orgone”)......


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